giovedì 20 luglio 2017

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Fonte: crescereleggendo. wordpress.com


Trentadue sono le candeline che oggi virtualmente sto spegnendo.
Una torta vera non la voglio, che non capisco davvero cosa ci sia da festeggiare.
Mi mette un'ansia questo numero...mi fa sentire più grande e vecchia di quanto non mi senta nella mia testa. Mi etichetta in un modo nel quale non mi sento, mi definisce come non sono.

E' un compleanno un po' amaro ed ho come la sensazione che per i prossimi il livello di questa amarezza salirà vertiginosamente perché la verità è che non riesco a vivere bene il passare del tempo. Lo vivo senza pensieri e forse il problema è proprio qui: dovrei incasellarli certi pensieri, dargli un verso ed un senso, programmare di più. E invece no. Sono una trentaduenne che vive alla giornata, che pensa al massimo a quello che dovrà fare domani e a stento intravede la prossima settimana. 

In che punto della mia vita ho smesso di preoccuparmi per il futuro ed ho iniziato ad avere questo atteggiamento? quand'è che ho smesso di controllare la mia vita e fare progetti?
E soprattutto: perché non mi manca il periodo in cui invece controllavo tutto e programmavo ogni cosa?

Sento di non voler crescere, di voler restare qui. Sento che tutte le responsabilità che non voglio mi sono avulse, ostili...e maledettamente vicine. Le sento minacciose perché vogliono entrare a tutti i costi. Per quanto tempo ancora riuscirò a respingerle? A mettergli le mani sul petto per cacciarle via?

Crescere è un impegno serio e la serietà al momento mi sta stretta.
Voglio essere leggera, pensare solo alle mie sensazioni, a questa estate così diversa dalle precedenti, ad una me stessa che in certi frangenti non riconosco più.
Forse ho solo bisogno di andare in ferie. Ma si, banalizziamo così. E intanto...auguri a me, in ogni caso. Che il 20 luglio rimane pur sempre un giorno di festa.