domenica 30 luglio 2017

La Lenta Risalita

E' quando si cade in basso che si coglie il vero significato della parola "risalita".
Le difficoltà, i momenti di dolore acuto, le asperità che si incontrano lungo il cammino. 
Il decidere consapevolmente di abbandonare il fiato corto e di riprendere a respirare normalmente. Quella voglia atavica di gettare il pensiero - o il ricordo - più lontano possibile da noi stessi. 
Il bisogno di stare meglio, di tornare a sorridere con il cuore, con la pancia, con tutti i muscoli del corpo e della bocca. 
Un sorriso sincero, senza sforzi, di quelli che ti nascono da dentro e che si irradiano in ogni più piccola venula.

Fonte: devianart. net

Nulla di quello che è accaduto può essere cancellato.
Le emozioni, le sensazioni, le parole, l'ululato del mare in sottofondo. 
Però può essere accantonato, messo da parte, rigettato nell'angolo più sperduto di noi stessi. Lo si può ridimensionare, si può scegliere di credere al buono e scartare tutto il resto. 
Io voglio essere forte. 
Non sono una vittima. Certe scelte sbagliate le ho fatte sapendo a cosa andavo incontro. O quantomeno immaginandolo. Che poi tra l'immaginazione e la realtà spesso ci sia un abisso, questo non significa nulla al momento. Io sapevo e nonostante tutto ho preso quegli sprazzi di felicità. Li ho accolti, li ho vissuti fino in fondo. Ed ora che non sono più nulla se non un cumulo di cenere, devo semplicemente andare avanti. Raccogliere i cocci, fortificarmi. 
E intendo farlo signori miei, con tutta me stessa. 

venerdì 28 luglio 2017

Il Mare Lo Sa

Il mare lo sa.
Sa tutto quello che mi passa per la mente.
Sa cosa penso, quello che provo, il tumulto che si agita in fondo al mio cuore e che costringe lo stomaco in una morsa d'acciaio. 
Ha visto, ha spiato, ha ascoltato. 
Ha capito, forse ancora prima di me.
Si è agitato per una settimana intera, sbattendo le sue lunghe onde sulla sabbia. Proprio come me non si capacitava, come me è stato travolto dal vento.

Fonte: digilander. libero.it

Siamo diventati amici, io e lui. Amici inseparabili. Amici che non possono essere divisi, amici che si devono vedere tutti i giorni.
Lui sa ed è solo a lui che io posso parlare. Senza aprire bocca, semplicemente portandogli lo sguardo addosso. 
Amo il suo odore che sa di casa, di brezza, di corse a perdifiato sulla sabbia bagnata. Non è un mare perfetto questo qui, ma è diventato il mio mare ed io lo amo come amerei una carezza inattesa e fin troppo desiderata. 
Se solo sapesse calmarmi. Se solo riuscisse ad azzerare il malessere che mi si agita dentro e che permea le mie giornate, che si espande dentro di esse contaminandole. 
Se solo fosse un balsamo in grado di lenire le ferite, di leccare via il sangue che scorre. 

Il Mare lo Sa. 
Ha visto, ha capito. E non mi dice niente perché mi sta compatendo. In silenzio.

giovedì 20 luglio 2017

32

Fonte: crescereleggendo. wordpress.com


Trentadue sono le candeline che oggi virtualmente sto spegnendo.
Una torta vera non la voglio, che non capisco davvero cosa ci sia da festeggiare.
Mi mette un'ansia questo numero...mi fa sentire più grande e vecchia di quanto non mi senta nella mia testa. Mi etichetta in un modo nel quale non mi sento, mi definisce come non sono.

E' un compleanno un po' amaro ed ho come la sensazione che per i prossimi il livello di questa amarezza salirà vertiginosamente perché la verità è che non riesco a vivere bene il passare del tempo. Lo vivo senza pensieri e forse il problema è proprio qui: dovrei incasellarli certi pensieri, dargli un verso ed un senso, programmare di più. E invece no. Sono una trentaduenne che vive alla giornata, che pensa al massimo a quello che dovrà fare domani e a stento intravede la prossima settimana. 

In che punto della mia vita ho smesso di preoccuparmi per il futuro ed ho iniziato ad avere questo atteggiamento? quand'è che ho smesso di controllare la mia vita e fare progetti?
E soprattutto: perché non mi manca il periodo in cui invece controllavo tutto e programmavo ogni cosa?

Sento di non voler crescere, di voler restare qui. Sento che tutte le responsabilità che non voglio mi sono avulse, ostili...e maledettamente vicine. Le sento minacciose perché vogliono entrare a tutti i costi. Per quanto tempo ancora riuscirò a respingerle? A mettergli le mani sul petto per cacciarle via?

Crescere è un impegno serio e la serietà al momento mi sta stretta.
Voglio essere leggera, pensare solo alle mie sensazioni, a questa estate così diversa dalle precedenti, ad una me stessa che in certi frangenti non riconosco più.
Forse ho solo bisogno di andare in ferie. Ma si, banalizziamo così. E intanto...auguri a me, in ogni caso. Che il 20 luglio rimane pur sempre un giorno di festa.