martedì 15 agosto 2017

Lividi Sul Cuore

Fonte: Pinterest


Una tristezza sotterranea che si nasconde dietro ogni sorriso.
Che si cela agli occhi del mondo e si rivela completamente solo quando si è da soli.
Essere forti spesso è soltanto una facciata e tornare a stare bene diventa un mantra da ripetersi notte e giorno. Un obiettivo, uno scopo, un fine altissimo.

Non si soccombe solo per amore verso se stessi ma quanto è intricata la via che porta al sentirsi meglio? Quante volte si cade attraversando la strada? Quanto durano i lividi sul cuore?
Restano per sempre, si assorbono...oppure restano lì, visibili solo ai nostri occhi, a ricordarci quanto siamo stati stupidi?

domenica 13 agosto 2017

Una Notte Meravigliosa


Vivo in una località di mare da poco più di quattro anni. Una località che in questo periodo di tempo ad essere sincera mi ha offerto molto poco. Tant'è che l'ho sempre utilizzata semplicemente per passare la settimana, vivere col mio compagno, lavorare. Indicativo di questo fatto c'è un atteggiamento che non ho mai cambiato: quello di sfuggirne la domenica, tornare dai miei oppure raggiungere Roma per svagarmi un po'.
Questo modo di vedere il posto in cui vivo è iniziato a mutare sei mesi fa, quando ho cominciato ad esplorare il territorio iniziando a camminare e conoscendolo molto più intimamente di quanto avessi fatto fino a quel momento. Era sempre stato un luogo qualsiasi dove abitare ma è poi diventata casa mia. Grazie a questa attività che mi ha cambiato in meglio la vita e donato nuova linfa a cui attingere, io sono finalmente entrata in contatto profondo con questi luoghi. Con le sue vie, le sue strade, il suo stile di vita, le sue tante contraddizioni.
Ora mi interesso di tutto. Di ciò che offre, di come vengono spesi i soldi delle nostre tasse, di come si chiamino le strade, di quello che combinano in Comune.

E fu proprio leggendo la pagina Facebook del nostro Comune - peraltro tenuta sempre ben aggiornata, come una vera e propria linea diretta con i cittadini - che una decina di giorni fa venni a sapere che il 12 agosto sarebbe giunto qui il Circo Nero.
E da lì è stato un crescendo di gioia, di esaltazione, di voglia di esserci. Di ballare fino a sfinirmi, di divertirmi fino a non avere più fiato in gola e aria nei polmoni.
Non vi racconto le polemiche bigotte e complottiste di certa gente piccola piccola. Di come abbiano cercato di sminuire un evento di questa portata con parole come "rave party", "droga libera", "perversione".

Dio Santissimo. Ma ci sono venuti questi falsi puritani a vedere cosa è stato? Li hanno visti i bambini, gli anziani, la gente che voleva semplicemente divertirsi e che ha fatto esattamente questo?
Il Circo Nero ieri sera mi è piaciuto da matti. E non so cosa farò da qui alla fine di settembre ma sinora posso definire la serata di ieri come la più bella e divertente della mia estate. E probabilmente anche delle ultime estati. Perché a dire il vero non mi divertivo così tanto da tempo. Troppo troppo tempo. 

E' stato meraviglia, musica, costumi ben fatti, ottimi dj - io ho apprezzato particolarmente Onassis ma c'era anche il famoso Dj Ross di M20 - gente desiderosa di divertirsi.
Il tutto nel massimo rispetto della sicurezza, con perquisizioni doverose all'ingresso che mi hanno resa più tranquilla e certamente non infastidita. 
Ho ballato fino a sfinirmi e questa notte ho dormito solo quattro ore. Ma Dio se ne è valsa la pena. Unico problema è l'astinenza: ne vorrei ancora. 
Perché questo non è il Circo a cui siamo abituati. E col circo ha ben poco a che vedere se non la stessa magia. 


Ah, due doverose parole di ringraziamento al mio compagno.
Che odia ballare, che è stato in piedi per ore senza lamentarsi solo perché avevo la felicità negli occhi. Che ha sopportato stoicamente uno spettacolo di cui non gli importava per amor mio.
Grazie Fred.

venerdì 11 agosto 2017

Debolezze

LORD JIM di VINICIO CAPOSSELA:
Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta
Appena sospettata
Ma invece rivelata
Nel momento che sta a te
Lord Jim

Credevi di esser forte,
Credevi di esser saldo
Ora sai chi sei, ora che sta a te
Lord Jim
Proprio ora che sta a te
Lord Jim

Le domande non ti toccano
Ti piegano e t'interrogano
Tornare indietro un attimo
Ma non c'è niente da rifare
Solo da aspettare
La prossima occasione che ancora tocchi a te
Lord Jim

Ora hai mancato il colpo, ma di questo non si muore
E' solo che ora sai, di che pasta sei
Lord Jim 
Per commettere un crimine
Ci vuole il suo coraggio
Ma per voltar la testa
Basta la debolezza
Sono tutti complici
E non te ne vorrebbero
Ti giustificherebbero, giustificando loro

Ma è dentro te che sai com'è che farai
Come ti comporterai
Quando ancora starà a te
Lord Jim

La chiave della cella è meglio siano i giudici a tenerla
Lasciare al mondo fuori la condanna e l'assoluzione
Ma a farsi giudici di sè non c'è più espiazione

Non c'è un confessore a cui affidare la tua pena
Sali il tuo calvario di esule in esilio
Porta sulle tue spalle la tua croce di Caino
Non c'è abbastanza terra più per te
Terra più per te

Ora hai fatto il salto
E il pozzo non ha fondo
Hai perso l'innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Ora hai la conoscenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Hai perso l'innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Fonte: wordpress

Da tenere a mente, sempre.
Grazie Elena. 

mercoledì 9 agosto 2017

Alla Frutta

Fonte: ok-salute.it


Sono alla frutta, non saprei come altro dirlo.
Sono al limite, cammino sul ciglio della strada incerta su come procedere.
Manca meno di una settimana, appena pochi giorni all'inizio delle Ferie. 
E sarò finalmente libera. Se non dai miei pensieri, quantomeno lontana dalle solite incombenze quotidiane. 
Perché la verità è che non ne posso più. Arrivo a questo punto dell'anno completamente sfibrata, satura, colma fino all'orlo.
Spossata dal caldo, dalle responsabilità, dalle mille cose a cui stare dietro ogni giorno, dai sorrisi a comando, dal mostrare empatia anche quando non c'è.

Voglio stare in pace, soli io e lui.
O in mezzo ad altre mille persone a ballare suadenti canzoni latine sulla spiaggia, al chiaro di luna. 
Leggera come una farfalla, priva di vincoli.
Felice. 

sabato 5 agosto 2017

A Passi Lenti

Tanti prodotti sul mercato e non ce ne sta uno che sappia azzerare i pensieri.
Che li annienti, che li riduca in polvere, che stacchi completamente il cervello e i suoi diabolici giochetti. 
Una pozione magica, un unguento miracoloso, una ricetta di eterna gioia e serenità.
Forse chiedo tanto, chiedo troppo.
Chiedo di poter dimenticare come se bastasse un colpo di spugna, come se fosse sufficiente volgere lo sguardo da un'altra parte.

Fonte: ponzaracconta. it

E a dire il vero ci provo tutto il giorno a farlo e so di aver già fatto passi da gigante. Mi sento meglio, ci penso meno, mi concentro di più su tutto il resto. Che poi quel resto è la mia vita e merita tutta l'attenzione possibile.

Però, c'è sempre un però.
In alcuni orari sono più vulnerabile che in altri e in certi momenti resettare il pensiero diventa un peso insostenibile. La mente viaggia, compie i soliti deleteri giri, ritorna su quegli schemi sbagliati e si crogiola in quei tormenti. Il pugno allo stomaco arriva pochi secondi più tardi, mozzandomi il respiro. L'aria defluisce fuori, io mi sento mancare.
Penso ad una lavagna bianca da cancellare, penso a quanto sarebbe bello se le cose potessero realmente funzionare così.

martedì 1 agosto 2017

6 Mesi a Camminare

Esattamente sei mesi fa iniziavo a camminare. 
Uscii di casa con il freddo pungente del primo febbraio. Indossavo le mie scarpe nuove, un giubbino blu, una tutina rossa. Camminai solo per mezz'ora con le mani gelide che si riscaldarono pian piano, con il naso che sembrava staccarsi per il gelo del primo mattino, con la sensazione che forse il giorno dopo non ce l'avrei fatta né quelli dopo ancora. 
Eppure ce l'ho fatta. Il giorno dopo tornai su quelle strade. E così i giorni successivi. 

All'inizio fu tutto tremendamente difficile, a cominciare dal fatto che dovevo abbandonare il tepore del mio piumone ed affrontare la nebbia, il vento ed il gelo che imperversavano fuori. Non sono mancati gli ostacoli, qualche infortunio, gli sguardi e la curiosità della gente che non capiva chi me lo facesse fare.
Fonte: rivistainforma. it

Eppure pian piano io mi sentivo più forte. Pian piano iniziavo ad apprezzare la fatica che mi raggiungeva i polpacci, poi le cosce e infine i glutei. Pian piano iniziai a sentire quanto tutto questo mi stesse facendo bene, quanto di me ci stessi mettendo.
Cominciai ad apprezzare l'effetto benefico ed energizzante dell'adrenalina, la sensazione di potere che avevo sulla fatica, sul fiato, sul mio corpo per intero. 
Iniziò a piacermi sul serio, come ti può piacere qualcosa che non hai mai preso in considerazione ma di cui poi ti innamori anima e corpo, come a diventare una cosa sola. 

La musica nelle orecchie, la sensazione dei miei piedi sull'asfalto, il vento che mi accarezza la pelle, il mare che mi fa compagnia. La testa che si svuota e che si riempie di cose, simultaneamente. Ora cammino anche un'ora e quaranta minuti e certe volte vorrei non dover smettere mai, continuare ad oltranza. Nonostante il sudore, nonostante le cose da fare che mi attendono a casa, nonostante faccia un caldo asfissiante già alle sei e mezzo del mattino.

E vogliamo poi parlare dei benefici fisici?
  • Mi sento più attiva, più piena di energie, con le pile che si ricaricano faticando;
  • Le gambe si sono assottigliate, tonificate, modellate. Ok, non sono ancora perfette: ma sono migliori di 6 mesi fa.
  • Ho perso un po' di peso ed ho nuovi muscoli sodi dove prima non ne sentivo;
  • Ne ha beneficiato la circolazione sanguigna: io che soffrivo sempre di gambe stanche in estate, quest'anno sto decisamente meglio.
  • Allo specchio mi piaccio di più;
  • Mi sono abbronzata un po', pur proteggendomi sempre dal sole.
Oggi sono sei mesi che cammino ed io auguro a me stessa di non smettere mai. Di non perdere mai questa abitudine che è diventata passione e dipendenza. 

domenica 30 luglio 2017

La Lenta Risalita

E' quando si cade in basso che si coglie il vero significato della parola "risalita".
Le difficoltà, i momenti di dolore acuto, le asperità che si incontrano lungo il cammino. 
Il decidere consapevolmente di abbandonare il fiato corto e di riprendere a respirare normalmente. Quella voglia atavica di gettare il pensiero - o il ricordo - più lontano possibile da noi stessi. 
Il bisogno di stare meglio, di tornare a sorridere con il cuore, con la pancia, con tutti i muscoli del corpo e della bocca. 
Un sorriso sincero, senza sforzi, di quelli che ti nascono da dentro e che si irradiano in ogni più piccola venula.

Fonte: devianart. net

Nulla di quello che è accaduto può essere cancellato.
Le emozioni, le sensazioni, le parole, l'ululato del mare in sottofondo. 
Però può essere accantonato, messo da parte, rigettato nell'angolo più sperduto di noi stessi. Lo si può ridimensionare, si può scegliere di credere al buono e scartare tutto il resto. 
Io voglio essere forte. 
Non sono una vittima. Certe scelte sbagliate le ho fatte sapendo a cosa andavo incontro. O quantomeno immaginandolo. Che poi tra l'immaginazione e la realtà spesso ci sia un abisso, questo non significa nulla al momento. Io sapevo e nonostante tutto ho preso quegli sprazzi di felicità. Li ho accolti, li ho vissuti fino in fondo. Ed ora che non sono più nulla se non un cumulo di cenere, devo semplicemente andare avanti. Raccogliere i cocci, fortificarmi. 
E intendo farlo signori miei, con tutta me stessa.